Foto o video intimi che circolano senza il tuo consenso non sono una tua colpa. In Italia la legge li tratta come un reato grave, e le tutele sono più solide di quanto molte persone immaginino.
Cosa prevede la legge italiana
Dal 2019, con il cosiddetto Codice Rosso, l’articolo 612-ter del Codice penale punisce la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati. La pena va da uno a sei anni di reclusione, con una multa. Il reato riguarda sia chi ha realizzato o sottratto il materiale, sia chi lo riceve e lo diffonde a sua volta per danneggiare la persona ritratta. Di norma si procede a querela della persona offesa, entro un termine breve (in genere sei mesi), perciò conviene non aspettare.
Deepfake e contenuti creati con l’intelligenza artificiale
Dal 10 ottobre 2025 la legge 132/2025 ha introdotto l’articolo 612-quater: diffondere senza consenso immagini, video o audio falsificati o alterati con l’intelligenza artificiale, in modo da ingannare sulla loro autenticità e causare un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Anche il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto più poteri contro i servizi che generano deepfake non consensuali.
La privacy è dalla tua parte
Il GDPR riconosce il diritto alla cancellazione dei dati personali (articolo 17), e il Garante per la protezione dei dati personali è l’autorità competente sulle violazioni legate ai dati, comprese le immagini intime. Piattaforme e motori di ricerca devono tenerne conto quando il materiale riguarda la sfera più privata di una persona.
Quali casi rientrano
I casi più frequenti sono tre: un ex partner che pubblica materiale privato, telefoni o account cloud violati, e schede o profili su siti per adulti che usano il tuo nome o le tue foto senza permesso. Aver accettato di essere ripresi non significa aver accettato che il materiale circoli: la valutazione dipende sempre dai fatti del singolo caso.
Attenzione a chi promette cancellazioni immediate
Chi si trova in questa situazione è un bersaglio per i truffatori, che promettono la scomparsa istantanea dei contenuti in cambio di denaro. Nessuno può garantire che un contenuto non riappaia, e chi chiede un pagamento anticipato senza aver valutato il tuo caso va trattato con sospetto. Se qualcuno ti ricatta, non pagare, smetti di rispondere, conserva i messaggi e denuncia.
Dove trovare supporto in Italia
Puoi presentare denuncia presso qualsiasi ufficio di Polizia o dei Carabinieri, oppure rivolgerti alla Polizia Postale. Il numero 1522 offre ascolto gratuito alle vittime di violenza, attivo 24 ore su 24. Un avvocato esperto di diritto digitale può valutare le azioni legali, e uno specialista della reputazione online può occuparsi del lavoro quotidiano, così non devi riguardare quel materiale. Queste sono informazioni generali, non consulenza legale: le norme cambiano e variano da caso a caso.
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